Per saperne di più
Le informazioni presenti in OpenCivitas sono state rilevate attraverso questionari inviati agli enti e integrate con i dati provenienti da fonti ufficiali (Ministero dell’Interno, ISTAT, MIM, Agenzia del Territorio, etc.).
In questo modo è stata costruita una nuova banca dati che ha consentito l’analisi dettagliata degli output, degli input, delle modalità di gestione e delle scelte organizzative adottate nel processo di produzione dei servizi da parte dei governi locali.
I fabbisogni standard misurano il fabbisogno finanziario di un ente in base alle caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente.
Per i comuni è un coefficiente di riparto che, posto pari a 1 il fabbisogno complessivo di uno specifico servizio, esprime la quota di pertinenza di ogni ente.
Per gli enti di area vasta i fabbisogni standard sono degli indici di fabbisogno finanziario espressi in valore monetario.
La spesa storica è l’ammontare effettivamente speso dal comune in un anno per l’offerta di servizi ai cittadini ricalcolato con l’ausilio delle informazioni raccolte attraverso i questionari.
Per il comparto comunale la spesa storica non comprende la contribuzione degli utenti e degli interessi passivi.
Per il comparto degli enti di area vasta la spesa storica tiene conto delle quote fondamentali di spesa eventualmente contabilizzate in altre missioni e comprensive delle spese del personale al netto delle spese per calamità naturali e debiti fuori bilancio. Per l’identificazione della spesa storica dell’Amministrazione sono stati inoltre esclusi i contributi per concorsi alla finanza pubblica contabilizzati in spesa (allegato D, DM-4.03.2025).
I servizi dei comuni per i quali è stato calcolato il fabbisogno standard sono:
- le funzioni di amministrazione generale,
- la viabilità e il territorio,
- il trasporto pubblico locale,
- la gestione dei rifiuti,
- i servizi sociali e gli asili nido,
- la polizia locale,
- l'istruzione pubblica.
La funzione relativa al Trasporto Pubblico Locale non è stata inserita in OpenCivitas in quanto la spesa storica di riferimento non risulta ancora calcolabile in modo omogeneo per i comuni italiani che erogano questo servizio.
Le funzioni presenti in OpenCivitas Enti di area vasta sono:
- Amministrazione
- Territorio
- Ambiente
- Istruzione
- Trasporti
- Polizia provinciale
- Stazione unica appaltante
- Pari opportunità
- Funzioni esclusive Città metropolitane
- Funzioni esclusive Province montane
A partire dall’annualità relativa al 2017 sono state introdotte innovazioni metodologiche che portato a modifiche nei diversi servizi/funzioni. Pertanto, dall'anno in cui è stato effettuato il cambio metodologico i risultati della singola funzione e dell’aggregato totale non sono confrontabili con le annualità precedenti.
Per maggiori dettagli si possono consultare il documento “Le metodologie dei FaS: annualità confrontabili” e le note metodologiche:
Aggiornamento e revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2021
Aggiornamento e revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2022
Aggiornamento e revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2023
Aggiornamento e revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2024
Aggiornamento e revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2025
Aggiornamento e revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2026
Le determinanti della spesa standard per i comuni misurano, per ogni ente, il peso esercitato dalle variabili utilizzate per la determinazione del fabbisogno complessivo e dei singoli servizi. Questi indicatori evidenziano, quindi, quali sono le caratteristiche dell’ente che in via preponderante generano il suo fabbisogno standard.
Per gli enti di area vasta, le determinanti dei fabbisogni standard misurano, per ogni ente, il peso esercitato dalle variabili utilizzate per la determinazione del fabbisogno complessivo e dei singoli servizi. Questi indicatori evidenziano, quindi, quali sono le caratteristiche dell’ente che in via preponderante generano il suo fabbisogno standard.
Il comma 783 dell’articolo 1 della legge n. 178 del 2020 prevede che “A decorrere dall'anno 2022, i contributi e i fondi di parte corrente attribuiti alle province e alle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario confluiscono in due specifici fondi da ripartire tenendo progressivamente conto della differenza tra i fabbisogni standard e le capacità fiscali”.
Nonostante l’istituzione di due fondi distinti, uno per le province e l’altro per le città metropolitane, il meccanismo di funzionamento di entrambi è il medesimo e permette una graduale transizione verso una distribuzione basata sui fabbisogni standard e capacità fiscali. La progressione della perequazione è coordinata con l’incremento delle risorse verticali così come stabilito dal comma 785-bis dell’articolo 1 della legge n. 178 del 2020.
Il meccanismo di funzionamento si basa su due tipi di riparto:
- la redistribuzione orizzontale del contributo netto alla finanza pubblica in base ai fabbisogni standard e capacità fiscale;
- la distribuzione del contributo verticale in base ai soli fabbisogni standard.